Sad-eyed Lady of the Lowlands – 1966

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Con il post di oggi torniamo ad esplorare il magico connubio fra canzone, musica e poesia. Questa volta in collaborazione con l’interessante blog e progetto di “Bridges & Windows” dedicato alla traduzione di canzoni poetiche in versione multi-lingua, portato avanti da uno dei nostri collaboratori (http://bridgesandwindows.wordpress.com/).

Ecco il testo Inglese con traduzione Italiana di una delle ballate piu’ classiche del menestrello Dylan: la scelta e’ caduta su “Sad Eyed Lady of the Lowlands”, un cavalcata folk dai toni epici ed ipnotici, un tributo  alla moglie Sarah Lowndes che Dylan inseri’ come traccia conclusiva del suo capolavoro del ’66, “Blonde on Blonde”. Secondo la leggenda un insonne Dylan la compose alle prime luci dell’alba nel Chelsea Hotel del Greenwhich Village di New York, mosso da un’irrefrenabile ispirazione poetica, e trascinando la sua band in una registrazione immediata del brano.

(Trad. a cura di Claudio B.)

SIGNORA DAGLI OCCHI TRISTI DELLE PIANE

With your mercury mouth in the missionary times

Come nenie, le tue preghiere in tempo di impegno
And your eyes like smoke and your prayers like rhymes

Quegli occhi di fumo e la bocca di ingegno
And your silver cross, and your voice like chimes

La voce tua rintocco di campane e croce d’argento

Oh, who do they think could bury you ?

Oh, chi mai potrebbero scegliere per seppellirti?

With your pockets well protected at last

Quando alla fine le tue tasche sono al sicuro
And your streetcar visions which you place on the grass

Sull’erba fresca il mondo adagi, che col tuo viso di vetro

And your flesh like silk, and your face like glass
e le tue carni di seta, guardi alta dal tuo tram degli agi

Who among them do they think could carry you ?

chi mai potrebbe pensare di trascinarti via?


Sad-eyed lady of the lowlands

tu, signora dagli occhi tristi delle piane
Where the sad-eyed prophet says that no man comes

dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun mai viene

My warehouse eyes, my Arabian drums

Vuoti magazzini e tamburi d’Arabia nei miei occhi le scene
Should I put them by your gate

Dovrei fissarli sul tuo portone
Oh, sad-eyed lady, should I wait ?

O donna dagli occhi tristi, devo aspettar la tua visione?

With your sheets like metal and your belt like lace

quelle tue lenzuola di metallo e la cintura di pizzo
And your deck of cards missing the jack and the ace

senz’asso né Jack le tue carte nel mazzo
And your basement clothes and your hollow face

I tuoi vestiti nello scantinato e il tuo viso vacuo
Who among them can think he could outguess you ?

Chi mai potrebbe pensare di vincerti in astuzia?


With your silhouette when the sunlight dims

Penetra nei fiochi raggi la tua ombra
Into your eyes where the moonlight swims

Hai immerse negli occhi il chiar di luna ambra
And your match-book songs and your gypsy hymns

Le tue canzoni raccolte come fiammiferi e canti all’Alahambra
Who among them would try to impress you ?

Chi di loro potrebbe mai provare a impressionarti?


Sad-eyed lady of the lowlands

Tu, signora dagli occhi tristi delle piane
Where the sad-eyed prophet says that no man comes

Da cui il profeta dice che nessun mai viene
My warehouse eyes, my Arabian drums

Vuoti magazzini e tamburi d’Arabia nei miei occhi le scene
Should I put them by your gate

Dovrei fissarli sul tuo portone
Oh, sad-eyed lady, should I wait ?

O donna dagli occhi tristi, devo aspettar la tua visione?

 

The kings of Tyrus with their convict list

I re di Tiro con le loro liste di condannati
Are waiting in line for their geranium kiss

Sono in fila ad aspettare di esser freschi baciati
And you wouldn’t know it would happen like this

E tu che non sai che andrà proprio così
But who among them really wants just to kiss you ?

Ma chi mai fra loro arderebbe per baciarti soltanto?


With your childhood flames on your midnight rug

Con la tua infanzia che sfiamma sul tappeto blu notte davanti al camino
And your Spanish manners, and your mother’s drugs

E I tuoi modi aggressivi, e le medicine della mamma
And your cowboy mouth and your curfew plugs

E la tua bocca ardimentosa, i tuoi proiettili di gomma
Who among them do you think could resist you ?

Chi pensi che potrebbe mai resisterti?


Sad-eyed lady of the lowlands

tu, signora dagli occhi tristi delle piane
Where the sad-eyed prophet says that no man comes

dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun mai viene

My warehouse eyes, my Arabian drums

Vuoti magazzini e tamburi d’Arabia nei miei occhi le scene
Should I put them by your gate

Dovrei fissarli sul tuo portone
Oh, sad-eyed lady, should I wait ?

O donna dagli occhi tristi, devo aspettar la tua visione?

 

Oh, the farmers and the businessmen they all did decide

Oh, I contadini e gli uomini d’affari hanno tutti deciso
To show you the dead angels that they used to hide

Di mostrarti quegli angeli morti celati al tuo viso
But why did they pick you to sympathize with their side ?

Ma perché aver te dalla loro hanno deciso?
How could they ever mistake you ?

Come hanno fatto a non capire ciò che sei?

They wished you’d accepted the blame for the farm

Pensavano che ti saresti presa le colpe per l’incidente
But with the sea at your feet and the phony false alarm

Ma con il falso allarme e ai tuoi piedi un mar di gente
And with the child of a hoodlum wrapped up in your arms

E con il bimbo di un teppista avvolto nel tuo abbraccio
How could they ever, ever persuade you ?

Come potrebbero mai convincerti?


Sad-eyed lady of the lowlands

tu, signora dagli occhi tristi delle piane
Where the sad-eyed prophet says that no man comes

dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun mai viene

My warehouse eyes, my Arabian drums

Vuoti magazzini e tamburi d’Arabia nei miei occhi le scene
Should I put them by your gate

Dovrei fissarli sul tuo portone
Oh, sad-eyed lady, should I wait ?

O donna dagli occhi tristi, devo aspettar la tua visione?

With your sheet-metal memory of Cannery Row

Cannery row, taglienti ricordi come lamiere

And your magazine-husband who one day just had to go

E il tuo marito fotografo che un dì dovè andare
And your gentleness now, which you just can’t help but show

E la tua nobiltà, che non puoi che ostentare
Who among them do you think would employ you ?

Chi fra loro pensi che ti arruolerebbe?
Now you stand with your thief, you’re on his parole

Ora sei lì con il tuo ladro, garante della sua libertà per buona condotta
With your holy medallion which your fingertips fold

Col tuo sacro medaglione che le tue dita stringono
And your saintlike face and your ghostlike soul

E quella faccia da santarellina e quell’anima vacua
Who among them do you think could destroy you ?

Chi fra loro pensi che possa distruggerti?


Sad-eyed lady of the lowlands

tu, signora dagli occhi tristi delle piane
Where the sad-eyed prophet says that no man comes

dove il profeta dagli occhi tristi dice che nessun mai viene

My warehouse eyes, my Arabian drums

Vuoti magazzini e tamburi d’Arabia nei miei occhi le scene
Should I put them by your gate

Dovrei fissarli sul tuo portone
Oh, sad-eyed lady, should I wait ?

O donna dagli occhi tristi, devo aspettar la tua visione?

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Poeti Contemporanei – Pierluigi Cappello

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Per Natale ho ricevuto in regalo da mio padre il nuovo libro di Pierluigi Cappello, “Questa Libertà”. Ho cosi’ scoperto la storia e l’inventiva di questo poeta friulano di gran talento, uno dei piu’ rispettati esponenti della poesia italiana contemporanea. Devo dire che fa piacere vedere come una regione silenziosa e brulla come il nostro Nord-est sia ancora capace di produrre poeti autentici come Pierluigi, cioè artisti che riescono davvero ad affermarsi a livello nazionale. Anche in questi tempi indubbiamenti un poco bui per la cultura e la letteratura italiana.

Qualche notizia sul poeta: Pierluigi e’ nato e cresciuto vicino Gemona del Friuli, nel 1967. Paraplegico dall’ eta’ di sedici anni a causa di un incidente in moto, dalla fine degli anni 90’ in poi Pierluigi è riuscito ad imporsi con grande vigore sulla timida scena poetica italiana. Eh gia’, perche’ devo dire onestamente che Pierluigi non e’ il “solito” poeta friulano (molti dei quali giustificano con l’uso stilistico della “madrelenghe” friulana il centro della loro poetica). Pierluigi è un poeta dal sapore “nazionale”, e un degno discepolo dell’eredita’ poetica lasciati dai nostri grandi maestri italiani. La sua è una poesia che riesce piacevolmente ad essere “italiana”, senza naturalmente tradire gli influssi della sua terra d’origine e il costante richiamo delle radici.

Premi:

Moltissimi i premi e riconoscimenti che hanno segnato la sua giovane carriera, qualche menzione: Città di San Vito 1999 , Lanciano-Mario Sansone 1999, Premio Montale 2004, Premio Nazionale Letterario Pisa; il Premio Bagutta 2007, Superpremio San Pellegrino 2007, Premio Speciale della Giuria “Lagoverde 2010”, Premio Viareggio-Repaci 2010, etc. etc.

Ma lasciamo da parte i vuoti cenni biografici. Vorrei piuttosto lasciare spazio ad una sua lirica:

Parole povere
Uno in piedi, conta gli spiccioli sul palmo
l’altro mette il portafoglio nero
nella tasca di dietro dei pantaloni da lavoro.

Una sarchia la terra magra di un orto in salita
la vestaglia a fiori tenui
la sottoveste che si vede quando si piega.

Uno impugna la motosega
e sa di segatura e stelle.

Uno rompe l’aria con il suo grido
perché un tronco gli ha schiacciato il braccio
ha fatto crack come un grosso ramo quando si è spezzato
e io c’ero, ero piccolino.

Uno cade dalla bicicletta legata
e quando si alza ha la manica della giacca strappata
e prova a rincorrerci.

Uno manda via i bambini e le cornacchie
con il fucile caricato a sale.

Uno pieno di muscoli e macchie sulla canottiera
Isolina portami un caffé, dice.

Uno bussa la mattina di Natale
con una scatola di scarpe sottobraccio
aprite, aprite. È arrivato lo zio, è arrivato
zitto zitto dalla Francia, dice, schiamazzando.

Una esce di casa coprendosi un occhio con il palmo
mentre con l’occhio scoperto piange.

Una ride e ha una grande finestra sui denti davanti
anche l’altra ride, ma non ha né finestre né denti davanti.

Una scrive su un involto da salumiere
sono stufa di stare nel mondo di qua, vado in quello di là.

Uno prepara un cartello
da mettere sulla sua catasta nel bosco
non toccarli fatica a farli, c’è scritto in vernice rossa.

Uno prepara una saponetta al tritolo
da mettere sotto la catasta e il cartello di prima
ma io non l’ho visto.

Una dà un calcio a un gatto
e perde la pantofola nel farlo.

Una perde la testa quando viene la sera
dopo una bottiglia di Vov.

Una ha la gobba grande
e trova sempre le monete per strada.

Uno è stato trovato
una notte freddissima d’inverno
le scarpe nella neve
i disegni della neve sul suo petto.

Uno dice qui la notte viene con le montagne all’improvviso
ma d’inverno è bello quando si confondono
l’alto con il basso, il bianco con il blu.

Uno con parole proprie
mette su lì per lì uno sciopero destinato alla disfatta
voi dicete sempre di livorare
ma non dicete mai di venir a tirar paga
ingegnere, ha detto. Ed è già
il ricordo di un ricordare.

Uno legge Topolino
gli piacciono i film di Tarzan e Stanlio e Ollio
e si è fatto in casa una canoa troppo grande
che non passa per la porta.

Uno l’ho ricordato adesso adesso
in questo fioco di luce premuta dal buio
ma non ricordo che faccia abbia.

Uno mi dice a questo punto bisogna mettere
la parola amen
perché questa sarebbe una preghiera, come l’hai fatta tu.

E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l’allegria dei vinti e una tristezza grande.

(da “Mandate a dire all’Imperatore”)

Nel suo stile ho ritrovato il sapore dei luoghi della mia infanzia, una lingua ed immagini ruvide ma piene di passione, al servizio di un costante anelito verso la bellzza e la libertà. Proprio un ritratto sentimentale perfetto per i paesaggi desolati della nostra regione.

Allego un video con una lettura dello stesso poeta.

AV.