Letture sotto l’ombrellone – Esce “Dermathopia” di Alberto Vertighel

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Dal 7 Luglio e’ disponibile l’ebook del surreale racconto di Alberto, “Dermathopia”, edito da Kipple Officina Libraria e vincitore del Premio Short Kipple 2014.

TRAMA
Riprendendo il filone classico dell'”isola misteriosa”, la storia di “Dermathopia” vede come protagonisti Zia Helin e Moss, seguendo i loro piani per trascorrere una vacanza alternativa su di un esclusiva isola resort, un atollo sperduto fra gli oceani del pianeta Terra. Fra divertimenti e sballi new-age, una fiorente industria di cliniche di bellezza e chirurgia plastica ha trasformato il luogo in un ricettacolo intergalattico di manipolazione estetica.

Il folle viaggio fra i segreti dell’isola sara’ l’occasione per entrambi per potersi confrontare con i fantasmi del proprio passato, riportando alla luce la solitudine e le debolezze post-umane che soffocano la loro vita di tutti i giorni nella metropoli di New Macau.

Un racconto che abbraccia tematiche come la solitudine, la manipolazione mentale e corporale, ed una ironica riflessione sulla dura vita degli immigrati sul pianeta Terra.

Un ringraziamento speciale va a Kipple, punto di riferimento per la Fantascienza & il Fantastico in Italia, da diversi anni in prima linea nel mondo dell’editoria digitale italiana.

L’ebook di “Dermathopia” e’ ora acquistabile su diverse edicole digitali italiane:

KIPPLE
Prezzo Speciale 0,99 EUR
http://www.kipple.it/index.php?route=product/product&product_id=318

AMAZON
Prezzo 1,02 EUR
http://www.amazon.it/Dermathopia-Capsule-Vol-Alberto-Vertighel-ebook/dp/B00LMFUGW4/ref=sr_1_1?ie=UTF8&qid=1404970049&sr=8-1&keywords=vertighel
E se trovate la lettura piacevole, potete lasciare un commento sul racconto.

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ENG:
“Dermathopia” is out! Alberto’s first short story has been published by Kipple Officina Libraria (in ITALIAN version).
An intense mingle between Sci-Fi and New Weird, “Dermathopia” traces the story of an Auntie and her nephew on a bizarre holiday at a surreal island resort on planet Earth. Home to an artificial industry of plastic surgery and beauty parlors, the mysterious trip will unfold a series of disturbing secrets held between the two, which will lead them both to re-confront with the spleen of their everyday living.

A novella about solitude, the loneliness of alien immigrants on Earth, transformation of body and mind, and.. family bonds.

KIPPLE (publishers’ website)
Special Price 0,99 EUR
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If you enjoy the reading in Italian, welcome to leave a comment on the short story.

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“Persephøne” di AV. – Preview

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-Va bene, va bene, ho capito. Ammetto di avere un problema. Non mi piace uscire. C’è forse qualcosa di sbagliato? Si può vivere benissimo in questo modo. Sono ormai anni che non attracco sulla terraferma. Ne sento il bisogno? No. Nessun bisogno impellente. Si vive benissimo anche così, e altrochè. Sono indipendente, e tutto ciò di cui ho bisogno dal mondo esterno, posso riceverlo tramite corriere telepost. Quindi non capisco il motivo di queste sue richieste assurde. Forse la vita con me le risulta… troppo claustrofobica? – ridacchiò con una punta di disprezzo.

Da “Persephøne”, di AV.

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Poeti Contemporanei – Pierluigi Cappello

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Per Natale ho ricevuto in regalo da mio padre il nuovo libro di Pierluigi Cappello, “Questa Libertà”. Ho cosi’ scoperto la storia e l’inventiva di questo poeta friulano di gran talento, uno dei piu’ rispettati esponenti della poesia italiana contemporanea. Devo dire che fa piacere vedere come una regione silenziosa e brulla come il nostro Nord-est sia ancora capace di produrre poeti autentici come Pierluigi, cioè artisti che riescono davvero ad affermarsi a livello nazionale. Anche in questi tempi indubbiamenti un poco bui per la cultura e la letteratura italiana.

Qualche notizia sul poeta: Pierluigi e’ nato e cresciuto vicino Gemona del Friuli, nel 1967. Paraplegico dall’ eta’ di sedici anni a causa di un incidente in moto, dalla fine degli anni 90’ in poi Pierluigi è riuscito ad imporsi con grande vigore sulla timida scena poetica italiana. Eh gia’, perche’ devo dire onestamente che Pierluigi non e’ il “solito” poeta friulano (molti dei quali giustificano con l’uso stilistico della “madrelenghe” friulana il centro della loro poetica). Pierluigi è un poeta dal sapore “nazionale”, e un degno discepolo dell’eredita’ poetica lasciati dai nostri grandi maestri italiani. La sua è una poesia che riesce piacevolmente ad essere “italiana”, senza naturalmente tradire gli influssi della sua terra d’origine e il costante richiamo delle radici.

Premi:

Moltissimi i premi e riconoscimenti che hanno segnato la sua giovane carriera, qualche menzione: Città di San Vito 1999 , Lanciano-Mario Sansone 1999, Premio Montale 2004, Premio Nazionale Letterario Pisa; il Premio Bagutta 2007, Superpremio San Pellegrino 2007, Premio Speciale della Giuria “Lagoverde 2010”, Premio Viareggio-Repaci 2010, etc. etc.

Ma lasciamo da parte i vuoti cenni biografici. Vorrei piuttosto lasciare spazio ad una sua lirica:

Parole povere
Uno in piedi, conta gli spiccioli sul palmo
l’altro mette il portafoglio nero
nella tasca di dietro dei pantaloni da lavoro.

Una sarchia la terra magra di un orto in salita
la vestaglia a fiori tenui
la sottoveste che si vede quando si piega.

Uno impugna la motosega
e sa di segatura e stelle.

Uno rompe l’aria con il suo grido
perché un tronco gli ha schiacciato il braccio
ha fatto crack come un grosso ramo quando si è spezzato
e io c’ero, ero piccolino.

Uno cade dalla bicicletta legata
e quando si alza ha la manica della giacca strappata
e prova a rincorrerci.

Uno manda via i bambini e le cornacchie
con il fucile caricato a sale.

Uno pieno di muscoli e macchie sulla canottiera
Isolina portami un caffé, dice.

Uno bussa la mattina di Natale
con una scatola di scarpe sottobraccio
aprite, aprite. È arrivato lo zio, è arrivato
zitto zitto dalla Francia, dice, schiamazzando.

Una esce di casa coprendosi un occhio con il palmo
mentre con l’occhio scoperto piange.

Una ride e ha una grande finestra sui denti davanti
anche l’altra ride, ma non ha né finestre né denti davanti.

Una scrive su un involto da salumiere
sono stufa di stare nel mondo di qua, vado in quello di là.

Uno prepara un cartello
da mettere sulla sua catasta nel bosco
non toccarli fatica a farli, c’è scritto in vernice rossa.

Uno prepara una saponetta al tritolo
da mettere sotto la catasta e il cartello di prima
ma io non l’ho visto.

Una dà un calcio a un gatto
e perde la pantofola nel farlo.

Una perde la testa quando viene la sera
dopo una bottiglia di Vov.

Una ha la gobba grande
e trova sempre le monete per strada.

Uno è stato trovato
una notte freddissima d’inverno
le scarpe nella neve
i disegni della neve sul suo petto.

Uno dice qui la notte viene con le montagne all’improvviso
ma d’inverno è bello quando si confondono
l’alto con il basso, il bianco con il blu.

Uno con parole proprie
mette su lì per lì uno sciopero destinato alla disfatta
voi dicete sempre di livorare
ma non dicete mai di venir a tirar paga
ingegnere, ha detto. Ed è già
il ricordo di un ricordare.

Uno legge Topolino
gli piacciono i film di Tarzan e Stanlio e Ollio
e si è fatto in casa una canoa troppo grande
che non passa per la porta.

Uno l’ho ricordato adesso adesso
in questo fioco di luce premuta dal buio
ma non ricordo che faccia abbia.

Uno mi dice a questo punto bisogna mettere
la parola amen
perché questa sarebbe una preghiera, come l’hai fatta tu.

E io dico che mi piace la parola amen
perché sa di preghiera e di pioggia dentro la terra
e di pietà dentro il silenzio
ma io non la metterei la parola amen
perché non ho nessuna pietà di voi
perché ho soltanto i miei occhi nei vostri
e l’allegria dei vinti e una tristezza grande.

(da “Mandate a dire all’Imperatore”)

Nel suo stile ho ritrovato il sapore dei luoghi della mia infanzia, una lingua ed immagini ruvide ma piene di passione, al servizio di un costante anelito verso la bellzza e la libertà. Proprio un ritratto sentimentale perfetto per i paesaggi desolati della nostra regione.

Allego un video con una lettura dello stesso poeta.

AV.

Il capodanno cinese di Alberto Vertighel – parte 2

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Ho trascorso i primi due giorni del Capodanno Cinese rinchiuso a casa, a completare un racconto. Era dai tempi dell’università che non mi barricavo in casa con così tanta ostinazione. :O
In compenso, dall’ altroieri sono cominciate le vere vacanze anche per me.

Sulle tracce di Lu Xun
Questa volta mi sono avventurato nella cittadina di Shaoxing, a circa un’ora e mezza da shanghai, sopratutto per evitare i problemi di trasorto che ci sono in Cina a Capodanno, quando assistiamo a delle vere e proprie “migrazioni”.

Shaoxing è il luogo di nascita di Lu Xun (1881-1936), il baffone che vedete ritratto nelle immagini qui sotto, ovvero lo scrittore-padrino della letteratura moderna Cinese. In particolare i racconti di Lu Xun divennero rappresentativi della “new wave letteraria cinese di inizio Novecento, grazie al loro stile diretto, in cinese moderno, ma sopratutto ricchi di un intelligente critica sociale & spunti di riflessione politica (pre-maoista però). Insomma, per la Cina degli anni ’20-’30, una bella boccata d’aria dopo secoli passati a rimpiangere l’epoca d’ora della poesia Tang.

Parte del mio viaggio d’iniziazione è stato proprio “indagare” / meditare sulla figura di Lu Xun, nella speranza di mettermi in sintonia con il suo spirito che chissà, forse infesta ancora la cittadina e la casa-museo del vecchio Lu. E per calarmi al meglio nella parte, durante la mia gita ho naturalmente cominciato la lettura di “Call to Arms”, la prima raccolta di racconti pubblicata da Lu Xun.

Beh – non è escluso che la settimana prossima io non mi faccia crescere un bel paio di baffi.

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